LANDSCAPE AWARD 2020-2021 – PREMIO DEL PAESAGGIO DEL CONSIGLIO D’EUROPA

Eventi

Premio Europeo del Paesaggio? Ci siamo anche noi!

Ci sentiamo protagonisti del progetto Astino a fianco della Fondazione Mia e del Parco dei Colli in primis, e in questa importante occasione ci siamo chiesti come sarebbe il paesaggio di Astino senza la “Valle della Biodiversità” e il percorso che ha intrapreso ormai molti anni fa l’Orto Botanico?

È da almeno 10 anni che il Comune di Bergamo ha individuato il nostro Orto come elemento chiave per lo sviluppo progettuale e di visione del contesto ambientale di Astino. È stata un scelta bipartisan partita con l’assessore all’urbanistica  Andrea Pezzotta e proseguita con le assessore Leyla Ciagà e Marzia Marchesi. Sono del 2011 i primi tavoli di lavoro per collegare Bergamo a Expo 2015 e noi siamo orgogliosi di essere stati coinvolti già allora (fondamentali gli arch. Marina Zambianchi e Gianluca Della Mea) e di aver prima portato  la nostra visione sulla Valle di Astino, in particolare sul compendio verde del Monastero, prima in Amministrazione poi ai tavoli di lavoro della Fondazione Mia.

Abbiamo portato i valori dell’agricoltura biologica e biodiversa, individuato i target e le funzioni potenziali, con il Parco dei Colli (Pasquale Bergamelli docet) che sottolineava le necessità di tutela del patrimonio naturale rappresentato dal SIC – Sito d’importanza Comunitaria e di coerenza con le politiche agricolo del Parco stesso.Se sulle prime la Fondazione Mia mostrava molta, molta cautela nei confronti delle proposte poi ne divenne paladina (non di tutte). 

Il caro Federico Friedel Elzi presiedeva i tavoli con l’agrotecnico incaricato Mario Rovaris, il tecnico della Fondazione MIA Leone Bigoni, spesso con l’arch. Domenico Egizi, Paquale Bergamelli del Parco dei Colli,  in una prima fase anche con Enrico Radicchi di Slow Food e, ovviamente, il sottoscritto Direttore dell’Orto Botanico. Erano di fatto tavoli di co-progettazione e di coordinamento tra le parti.A questo proposito ricordiamo con piacere gli abachi efficaci dell’arch. paes. Paola Innocenti che collaborava con l’Orto Botanico per elaborare e tradurre le idee in forma visiva. 

Erano i primi passi di un lungo processo di maturazione e orientamento. 

Siamo consapevoli di aver posto le basi della carta valoriale, la cosiddetta carta etica, poi recepita nel regolamento agro-ambientale alla base dei  contratti agricoli che solo da allora furono per il coinvolgimento unicamente di agricoltori Bio.

L’Orto Botanico è stato protagonista di percorsi culturali partecipativi lungo tutti questi anni rivolti al progetto di Astino. Con Maria Mencaroni Zoppetti, presidente dell’Ateneo di Scienze Lettere e Arti e Donatella Venier del FAI Fondo per l’Ambiente Italiano è stato costruito nel 2012 il percorso di studio “FUTURO.BG, attraverso i paesaggi della storia” con focus su Astino (il primo incontro nella Sala Consiliare del Comune). Già nel 2007 l’Ateneo aveva permesso di riflettere su Astino e l’ipotesi di un grande orto botanico.  Ricordiamo con piacere la cittadinanza che chiedeva conto degli sviluppi di Astino, gli incontri alla Società di Mutuo Soccorso, quelli alle feste patronali della Parrocchia di Longuelo e anche una miriade di altri incontri pubblici. 

È stato un lungo lavoro di disseminazione delle idee e dei concetti di cui forse si tende a sottovalutare l’importanza e a dimenticare la genealogia.

Altre nostre proposte si sono concretizzate nella Valle della Biodiversità,  il nome proprio della sezione di Astino dell’orto botanico (spesso impropriamente attribuita all’intera valle) dove rendiamo tangibile un concetto astratto,  la biodiversità delle piante alla base del nostro cibo, per invitare a pensare la pluralità. 

Grazie all’accordo di programma del 2014 tra Comune, Mia, Regione Lombardia, Parco dei Colli e Società Valle d’Astino, anche l’Orto Botanico ha cominciato a comporre in concreto e direttamente tasselli paesaggio.Siamo orgogliosi del progetto comunale firmato dall’arch. Massimo Locatelli con l’arch. paes. Paola Innocenti e l’arch. Angelo Brena  con fondi al 50% della Regione Lombardia e progetto culturale del sottoscritto.

Dal 2015 ad Astino rendiamo popolare la parola biodiversità in concreto e c’è chi dice che l’abbiamo sdoganata, consapevoli che ci sia ancora un lungo lavoro da fare.Da allora ci facciamo carico delle aree improduttive del compendio agricolo, i bordi dei fossati e degli appezzamenti per trasformarli in corridoi ecologici, siepi campestri,  incolti lineari utili al disegno generale, perché vogliamo dimostrare che coniugare Natura, Cultura e Agricoltura è possibile. Un concetto questo che abbiamo disseminato a piene mani.

Stiamo potenziando la RER- Rete Ecologica Regionale impostata dal Parco dei Colli che collega i boschi di Astino e Allegrezza, un percorso lento ma che ha già permesso di vedere un mutamento virtuoso dell’ecosistema. Tratti del paesaggio originario sono riemersi con il recupero di muri a secco e dei terrazzamenti nella Valle della Biodiversità.

Astino è un paesaggio alimentare biologico grazie ad esempio al vino della Coop. Oikos, ai piccoli frutti dell’az. Agr. Beatrice Arrigoni, ma anche per le “esperienze gustative uniche” che l’asta biodiversa organizzata una domenica al mese dall’Associazione Amici dell’Orto Botanico permette ai visitatori della Valle della Biodiversità di raccogliere le eccedenze ed evitare sprechi tra il migliaio di varietà che coltiviamo con il coinvolgimento della Coop. Areté.

E altro ancora, come i progetti di volontariato civico e quelli inclusivi, i servizi educativi per le scuole e il non indifferente calendario di appuntamenti. Insomma, siamo un museo relazionale che contribuisce in concreto a costruire un paesaggio biodiverso, che dissemina sensibilità e comunica la biodiversità, a pieno titolo tra coloro che hanno contribuito a creare le condizioni del premio europeo del paesaggio.

E abbiamo idee, energie, progetti e saperi da mettere in gioco per il futuro.

Presidente della Fondazione Mia Fabio Bombardieri e nostro Sindaco Giorgio Gori, contate su di noi, noi ci siamo.

Gabriele Rinaldi, direttore dell’Orto Botanico. 

https://comunedibergamo.medium.com/perché-il-consiglio-di-europa-ha-scelto-bergamo-e-astino-per-il-premio-paesaggio-2021-b4d8e58092cf

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