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        <title>Orto Botanico di Bergamo &quot;Lorenzo Rota&quot;</title>
        <description>Orto Botanico di Bergamo &quot;Lorenzo Rota&quot;</description>
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        <title>ORTO BOTANICO DI BERGAMO &quot;LORENZO ROTA&quot;  RIAPERTURA 2010</title>
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        <description>Come ogni anno, il mese di marzo segna la riapertura dell%u2019Orto Botanico %u201CLorenzo Rota%u201D di Bergamo.</description>
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        <title>2009 UN ANNO IMPORTANTE PER LA VITA CULTURALE DELL'ORTO BOTANICO</title>
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        <description>Il 2009 è stato un anno particolarmente ricco e intenso per la vita culturale dell'Orto Botanico di Bergamo &quot;Lorenzo Rota&quot;.</description>
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        <title>OETZI A SCUOLA</title>
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        <description>&quot;L'uomo venuto dai ghiacci&quot; come spunto per portare nelle scuole una parte del patrimonio di conoscenze legate alla storia dell'uomo nell'età del rame.</description>
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        <title>LA CEREALICOLTURA IN ITALIA E IN EUROPA</title>
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        <description>&lt;p&gt;Ore 16.00 &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Una breve introduzione sulla cerealicoltura nel nostro Paese, per capire com&amp;rsquo;&amp;egrave; nata e come si &amp;egrave; modificata nel corso dei secoli. Con quali specie &amp;egrave; nata e quali cereali sono arrivati solo in un secondo tempo, spesso con percorsi molto tortuosi. Scopriremo soprattutto come questa pratica, predominante nella nostra agricoltura, ha radicalmente modificato i nostri ecosistemi spesso aumentandone la biodiversit&amp;agrave;. A cura di Stefano Soavi, naturalista.&lt;/p&gt;</description>
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        <title>L'ORTO BOTANICO D'INVERNO: cosa accade alle piante? Apertura straordinaria</title>
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        <description>&lt;p&gt;Apertura straordinaria dell&amp;#39;Orto Botanico. Scaletta di Colle Aperto&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;alle ore 10.30 - L&amp;#39;Orto Botanico d&amp;#39;inverno: cosa accade alle piante?&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;Conversazione guidata a cura di Alberto Magri&lt;br /&gt;Adatto a tutte le et&amp;agrave;.&lt;br /&gt;Partecipazione libera e gratuita.&amp;nbsp; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;L&amp;#39;inverno &amp;egrave; spesso considerata una stagione di riposo per le piante. L&amp;#39;Orto Botanico &amp;egrave; chiuso al pubblico e in questa occasione gli operatori approfittano per fare ampi lavori di manutenzione. Tuttavia la natura non si ferma: alcune specie rispettano un periodo di riposo di tre o quattro mesi, altre molto meno. &lt;br /&gt;Le camelie passato il periodo pi&amp;ugrave; rigido di gennaio, completano la fioritura iniziata a novembre grazie alle gemme fiorali non ancora schiuse. Gli ellebori ed alcune variet&amp;agrave; di narcisi fioriscono in gennaio con temperature prossime allo zero, mentre i calicanti a fine gennaio. Gli alberi da frutto devono soddisfare il loro bisogno di freddo, affinch&amp;eacute; si attivino i processi ormonali che regolano la fioritura e l&amp;#39;inizio della fase vegetativa primaverile. &lt;br /&gt;Per noi &amp;egrave; un periodo di osservazione di gemme e rami di alberi ed arbusti, ma anche di programmazione dei lavori primaverili ed estivi. La piantagione delle bulbose a fioritura primaverile, se non &amp;egrave; stata eseguita in ottobre e in novembre, pu&amp;ograve; proseguire fino a quando il terreno non gela. Anche l&amp;#39;aglio, le cipolle e la scarola possono essere trapiantati nello stesso periodo.&lt;br /&gt;Durante l&amp;#39;inverno, le foglie cadute dagli alberi e dagli arbusti proteggono le radici dal gelo intenso. Sono una risorsa per il giardiniere e l&amp;#39;orticoltore, come pacciamatura dopo alcuni mesi di decomposizione. &lt;br /&gt;L&amp;#39;iniziativa programmata questa domenica si prefigge di aprire l&amp;#39;Orto in un periodo in cui solitamente si cela al pubblico, di introdurre il visitatore alla vita delle piante d&amp;#39;inverno, di trasmettere conoscenze pratiche utili anche nei propri orti, giardini e frutteti.&lt;/p&gt;</description>
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        <title>LE SUCCULENTE D'INVERNO - Apertura straordinaria</title>
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        <description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Apertura straordinaria dell&amp;#39;Orto Botanico&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;LE SUCCULENTE D&amp;#39;INVERNO&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Adatto a tutte le et&amp;agrave;&lt;br /&gt;Partecipazione libera e gratuita&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Piante grasse e basse temperture sembrano inconciliabili , ma non &amp;egrave; cos&amp;igrave;. Per avere successo e fioriture non &amp;egrave; necessario caldo tutto l&amp;#39;anno, anzi, spesso &amp;egrave; necessaria la stagionalit&amp;agrave;. Giorgio Tomio, volontario dell&amp;#39;Orto Botanico e appassionato coltivatore di piante succulente condurr&amp;agrave; il visitatore nell&amp;#39;Orto Botanico tra le specie che vivono in piena terra all&amp;#39;esterno e nella serra , alla scoperta anche delle tecniche di coltivazione.&lt;/p&gt;&lt;p dir=&quot;ltr&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description>
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        <title>LORENZO ROTA DI RACCONTA DOPO 150 ANNI</title>
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        <description>&lt;p&gt;Lorenzo Rota si racconta dopo 150 anni. Tracce ed eredit&amp;agrave; scientifica del medico e botanico che primo descrisse la flora della provincia di Bergamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ore&amp;nbsp;16.00: Presentazione del volume a cura di Gabriele Rinaldi&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Segue Aperitivo&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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        <title>L'UOMO VENUTO DAI GHIACCI</title>
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        <description>&lt;p&gt;L&amp;rsquo;uomo e la sua attrezzatura, oggi conservati presso il &lt;a href=&quot;http://www.iceman.it/&quot;&gt;Museo Archeologico dell&amp;rsquo;Alto Adige di Bolza&lt;/a&gt;no, sono reperti unici nel loro genere e di fondamentale importanza per la ricostruzione di alcuni aspetti di vita del passato. La scoperta ha fornito anche informazioni straordinarie per le conoscenze paleobotaniche e la ricostruzione del paleo-ambiente attraverso i pollini e gli altri reperti vegetali. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il &lt;a href=&quot;http://www.museoarcheologicobergamo.it/&quot;&gt;Museo Archeologico&lt;/a&gt; e l&amp;rsquo;Orto Botanico di Bergamo, attraverso la mostra itinerante &amp;ldquo;L&amp;rsquo;uomo venuto dal ghiaccio&amp;rdquo;, realizzata dal Conseil G&amp;eacute;n&amp;eacute;ral des Alpes-Maritimes, &lt;a href=&quot;http://www.museedesmerveilles.com/&quot;&gt;Mus&amp;eacute;e D&amp;eacute;partemental des Merveilles di Tenda&lt;/a&gt; (F), propongono al pubblico bergamasco un approfondimento sugli aspetti archeologici e botanici, ripercorrendo la storia della scoperta e delle analisi scientifiche condotte sulla mummia e su tutta la sua attrezzatura. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;uomo del Similaun &amp;egrave; stato sottoposto a indagini approfondite con le pi&amp;ugrave; moderne e sofisticate tecnologie, che hanno permesso di venire a conoscenza di tutti i segreti del suo corpo, fino a stabilire cosa successe negli ultimi momenti della sua vita. Lo studio paleobotanico, inoltre, &amp;egrave; stato fondamentale per determinare le specie da cui sono stati ricavati gli oggetti di legno che l&amp;rsquo;uomo aveva con s&amp;eacute;. &lt;br /&gt;Legni, erbe, foglie, frutti e semi, scelti sulla base delle specifiche propriet&amp;agrave; d&amp;rsquo;uso, dimostrano la conoscenza approfondita dell&amp;rsquo;ambiente e delle propriet&amp;agrave; dei materiali. Le analisi dei pollini contenuti nell&amp;rsquo;intestino di &amp;Ouml;tzi hanno permesso di stabilire da quale versante delle Alpi provenisse e in quale stagione dell&amp;rsquo;anno si verific&amp;ograve; l&amp;rsquo;evento della sua morte al passo del Similaun. Se molti aspetti di questa vicenda restano oggi insoluti, certamente la scoperta apre una finestra sul pi&amp;ugrave; antico spaccato di vita di un uomo europeo fino ad oggi conosciuto. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;La mostra allestita presso la &lt;strong&gt;Sala Viscontea di Piazza Cittadella dal 3 ottobre&lt;/strong&gt;, &amp;egrave; costituita da pannelli descrittivi, riproduzioni e ricostruzioni fedeli, oltre che dai filmati sulla scoperta e sulle analisi scientifiche effettuate. Sar&amp;agrave; possibile toccare alcune essenze vegetali da lui scelte per realizzare lo strumentario, per verificarne le propriet&amp;agrave;, e sperimentare direttamente alcune tecniche di lavorazione antiche, che &amp;Ouml;tzi sicuramente conosceva e utilizzava.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;h3&gt;&lt;strong&gt;ORARI MOSTRA&lt;/strong&gt;&lt;/h3&gt;&lt;p&gt;per il pubblico:&lt;br /&gt;marted&amp;igrave; - sabato 15.00/18.00&lt;br /&gt;domenica e festivi 10.00/13.00 - 15.00/18.30&lt;br /&gt;domenica visita guidata gratuita alle ore 16.00&lt;/p&gt;&lt;h3&gt;&lt;strong&gt;INGRESSO LIBERO&lt;/strong&gt;&lt;/h3&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Per le scuole:&lt;br /&gt;luned&amp;igrave; - sabato 9.00/12.00&lt;br /&gt;su prenotazione ai seguenti indirizzi:&lt;br /&gt;educazione@ortobotanicodibergamo.it&lt;br /&gt;archeodidattica@comune.bg.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per gruppi&lt;br /&gt;visite guidate su prenotazione in orari da concordare&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;h3&gt;INFO&lt;/h3&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Orto Botanico di Bergamo &amp;quot;Lorenzo Rota&amp;quot;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Passaggio Torre di Adalberto, 2 - Bergamo&lt;br /&gt;tel. 035.286060 - fax 035.270318&lt;br /&gt;ortobotanico@comune.bg.it&lt;br /&gt;www.ortobotanicodibergamo.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Civico Museo Archeologico&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Piazza Cittadella, 9 - Bergamo&lt;br /&gt;tel. 035.242839 - fax 035.3831889&lt;br /&gt;archeomuseo@comune.bg.it&lt;br /&gt;www.museoarcheologicobergamo.it&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;La mostra &amp;egrave; inserita nella manifestazione &lt;a href=&quot;http://www.bergamoscienza.it/&quot;&gt;Bergamo Scienza 2009&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;CONFERENZE IN CALENDARIO:&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;L&amp;rsquo;UOMO DEL SIMILAUN: UN GIALLO DI 5.300 ANNI FA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Due conferenze da non perdere. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il Museo Archeologico e l&amp;rsquo;Orto Botanico, nell&amp;rsquo;ambito di BergamoScienza 2009, ti invitano agli incontri con due autorevoli protagonisti della ricerca archeologica ed archeobotanica.&amp;nbsp; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;venerd&amp;igrave; 16 ottobre 2009 - ore 20.45&lt;br /&gt;Sala della citt&amp;agrave; romana del Museo Archeologico &amp;ndash; Piazza Cittadella - Citt&amp;agrave; Alta&lt;br /&gt;Prenotazione obbligatoria (www.bergamoscienza.it)&lt;br /&gt;N&amp;deg; max: 50 persone&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;I RISULTATI DELLE PI&amp;Ugrave; RECENTI RICERCHE SULL&amp;rsquo;UOMO DEL SIMILAUN&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Relatore:&lt;br /&gt;Raffaele C. de Marinis Universit&amp;agrave; degli Studi di Milano&lt;br /&gt;Moderatore&lt;br /&gt;Stefania Casini Direttrice Civico Museo Archeologico di Bergamo &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Autore del libro (insieme a G. Brillante) La mummia del Similaun. &amp;Ouml;tzi, l&amp;rsquo;uomo venuto dal ghiaccio (Marsilio editori, 1998) Raffaele C. De Marinis, archeologo,&amp;nbsp; &amp;egrave; stato tra i primi studiosi a riconoscere l&amp;rsquo;antichit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;Uomo del Similaun e a collocarlo nell&amp;rsquo;ambito dell&amp;rsquo;et&amp;agrave; del Rame, rivoluzionando cos&amp;igrave; tutte le conoscenze fino allora acquisite su questo importante periodo della Preistoria. Quando scrisse il libro non era ancora stata scoperta la punta di freccia conficcata nella spalla sinistra di &amp;Ouml;tzi, che ha permesso di superare l&amp;rsquo;idea originaria che fosse un cacciatore e un pastore morto improvvisamente e per cause sconosciute al passo del Similaun. Oggi la presenza della freccia nella spalla e il ritrovamento di tracce di sangue umano appartenente a 4 individui diversi, riapre il caso, offrendo scenari di interpretazione completamente diversi.&lt;br /&gt;Al termine della Conferenza visita guidata alla Mostra &amp;ldquo;L&amp;rsquo;uomo venuto dal ghiaccio&amp;rdquo; .&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;sabato 17 ottobre 2009 - ore 11.30&lt;br /&gt;Teatro Sociale - Via Colleoni &amp;ndash; Citt&amp;agrave; Alta&lt;br /&gt;Prenotazione (www.bergamoscienza.it)&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;L&amp;#39;UOMO DEL SIMILAUN: LA VITA, LA STORIA E IL SUO AMBIENTE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Relatore&lt;br /&gt;Klaus Oeggl, Universit&amp;agrave; di Innsbruck, Austria&lt;br /&gt;Moderatore:&lt;br /&gt;Gabriele Rinaldi Direttore Orto Botanico di Bergamo &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il prof. Klaus Oeggl&amp;nbsp; conduce ricerche di carattere paleobotanico ed archeobotanico inerenti l&amp;rsquo;interdipendenza tra vegetazione e cambiamenti climatici nell&amp;rsquo;Europa storica e preistorica, lo sviluppo del paesaggio culturale e la storia agraria, approfondendo la botanica sistematica su basi palinologiche e ultrastrutturali.&lt;br /&gt;Pi&amp;ugrave; di 10 anni di ricerche anni sui reperti di &amp;Ouml;tzi (Iceman) hanno prodotto una gran mole di informazioni relative alla vita ed all&amp;rsquo;ambiente di questo testimone del Neolitico sulle Alpi. Lo studio paleobotanico dei suoi manufatti indica una persona ben addestrata ed adattata all&amp;rsquo;ambiente alpino. &lt;br /&gt;La scoperta di una punta di freccia nella spalla sinistra mette in luce una fine violenta, ma ancora molti sono gli interrogativi senza risposte circa la morte e la giacitura al Passo del Similaun (Tisenjoch) a 3.200 m di quota. In particolare, sono tuttora oggetto di discussione i risultati archeobotanici riguardanti la stagione dell&amp;rsquo;evento, come pure l&amp;rsquo;interpretazione tafonomica, derivante dallo studio dei processi successivi alla morte fino alla conservazione. &lt;br /&gt;Per di pi&amp;ugrave;, alla disputa relativa al destino individuale di &amp;Ouml;tzi, si &amp;egrave; aggiunta quella relativa al suo status sociale. In primo luogo 4 ipotesi sono state suggerite per spiegare globalmente la scoperta. Le speculazioni oscillano dal cacciatore o guerriero allo sciamano, dal minatore al pastore. Nessuna di queste ipotesi &amp;egrave; accettata o corroborata da ritrovamenti archeologici, ma sulla base di indagini palinologiche condotte nei pressi del luogo del ritrovamento,&amp;nbsp; ha guadagnato generale consenso l&amp;rsquo;assunto che l&amp;rsquo;Uomo del Similaun fosse coinvolto in una forma primitiva di transumanza. Recenti risultati da studi archeologici di campo e da analisi degli escrementi conservati nel sito portano, tuttavia, a dubitare dell&amp;rsquo;esistenza di tale transumanza ai tempi di &amp;Ouml;tzi, rendendo insostenibile l&amp;rsquo;ipotesi che egli fosse un pastore.&lt;/p&gt;</description>
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